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Niente Juve-Napoli e la battaglia a corte continua con Aurelio De Laurentiis. Come previsto, il Napoli non ha avuto il via libera dall’ASL per partire ieri per Torino – se non nell’ultimo tentativo fatto in mattinata – e quindi non si è presentato allo stadio esponendosi semplicemente al 3-0 al tavolo che la società avrebbe sfidato alla Corte Federale d’Appello Sportivo e al Coni, anche con la fiducia di poter giocare di nuovo la partita all’epoca, quando non era una raccomandazione ma un divieto di viaggio per “sicurezza sanitaria pubblica”.

Il nodo è il memorandum d’intesa tra governo e alta dirigenza calcistica che aiuta il campionato ad andare avanti isolando gli ottimisti, ma che l’ASL ha specificamente messo da parte, ovviamente, nei provvedimenti, nella corrispondenza ufficiale e poi anche in molte interviste pubblicate ieri, mette in evidenza anche il reato penale che può aver indotto il Napoli a non valorizzare l’isolamento della famiglia. E Napoli si proteggerà essenzialmente tagliando i legami con la regione e con la ASL, che, come tutti i leader politici hanno ribadito ieri, sono centrali nella gestione della situazione. Decisamente semplice, da Ministro della Salute Speranza a Vice Ministro Sileri (“È l’Azienda sanitaria locale che determina chi è identificato il rischio ponderato dei collegamenti vicini e stabilisce se devono essere o meno in quarantena. La procedura dovrà essere verificata e dovremo consultarci sulle quarantene”), ma anche Spadafora, Ministro dello Sport, ha commentato il rispetto delle decisioni delle ASL: Come è stato spiegato più volte, sia nel verbale del Cts che nel Dpcm, viene rilasciato alle Asl un preciso dovere e un’azione preventiva dettagliata “e, alla sera, il Cts si è perso anche in una nota:” Il Cts ricorda le responsabilità legali poste per il controllo dell’epidemia virale e ribadisce il ruolo dell’Asl competente Autrice.

“Il sostegno di Napoli si concentrerà su questo, come ha dichiarato ieri l’avvocato del circolo, Mattia Grassani:” È il diritto dell’ente locale di concedere o meno il trasferimento da un’area all’altra. Nel momento in cui questa autorizzazione non viene concessa e scritta ieri per due volte dall’ente locale e da un ente governativo e oggi ribadita dalle autorità sanitarie, il Napoli – ha cinque messaggi in suo possesso che suggeriscono che mancano le condizioni per questo viaggio. “Così, il club metterà in discussione l’atteso 3-0 al tavolo, ma auspica un risultato migliore immediatamente:” Non basta non presentarsi. Se ci sono preoccupazioni di fatto provate, e la regola dello Stato prevale sulle regole sportive in questa situazione, concludiamo che anche nell’ufficio del Giudice Sportivo, quando la partita riporterà nei prossimi giorni, i verbali che il Napoli pubblicherà Continueremo con il rinvio della partita, avendo generato e riportato le richieste di rinvio. Il Napoli non sosterrebbe in alcun modo questo provvedimento se il 3-0 potesse arrivare al tavolo che considererà ostile nelle azioni totalmente impegnate dei suoi iscritti e si rivolgerebbe sia alla Corte d’Appello Sportivo che al Coni per stabilire il fatto che una partita di calcio non debba venire prima del benessere di centinaia di persone. “Una mancanza di rispetto per il protocollo viene smentita anche da Grassani, indicato ieri sera dai vertici della dirigenza bianconera: “Non è mai mancata la riverenza nella gestione della positività a Napoli. Il Napoli era in pullman a metà pomeriggio per la partenza per Torino, non ci sono stati problemi di alcun genere che sarebbero andati tranquillamente a giocare la partita.

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